
Una splendida Commissione esaminatrice
Oggi, 3 novembre 2016, sarebbero dovuti terminare gli orali del concorso a 340 posti di magistrato ordinario, indetto con decreto ministeriale del 5 novembre 2014: avrebbero dovuto essere interrogate le ultime tre candidate, che avevano presentato in precedenza il certificato medico. Invece, una delle tre ha inviato un ulteriore certificato medico e sarà esaminata tra qualche settimana, probabilmente lo stesso giorno in cui verrà interrogata un’altra candidata che era stata bocciata alcuni mesi fa e che ha ottenuto dal TAR del Lazio di poter ripetere gli orali. Al momento, quindi, sono risultati idonei, e dunque vincitori, 346 dei 368 candidati ammessi agli orali; 16 sono stati bocciati (compresa la candidata ammessa a ripeterli), 3 erano già vincitori del concorso precedente, 2 hanno rinunciato e 1 non ha ancora sostenuto gli orali.
Il 9 novembre 2015 pubblicai in questo sito Internet, nelle stesse pagine «Concorsi» e «Magistratura» in cui pubblico il presente scritto, un articolo di elogio all’operato della Commissione esaminatrice (presieduta dal Cons. Antonio Prestipino) del concorso a 365 posti di magistrato ordinario, i cui orali si erano svolti lo scorso anno. Giudicai quella Commissione la migliore che avessi mai visto (io ho seguito gli orali, trascrivendo ogni volta le domande rivolte ai candidati, di tutti i concorsi per magistrato ordinario dal 2003 fino ad oggi), superiore anche a quella che prima di allora avevo ritenuto essere la Commissione esaminatrice che aveva lavorato meglio, vale a dire quella presieduta dal Cons. Maurizio Barbarisi. L’operato della Commissione Prestipino mi era parso veramente eccellente e quindi non credevo che la Commissione esaminatrice immediatamente successiva potesse fare ancora meglio. E invece così è stato.
Perché ritengo che la Commissione esaminatrice dell’ultimo concorso, presieduta dal Cons. Pietro Antonio Sirena, sia stata la migliore in assoluto? Per due ragioni, attinenti una alle prove scritte e l’altra alle prove orali.
Quanto alla prima ragione, la Commissione Sirena è stata bravissima a selezionare i candidati: attraverso tracce ben formulate ed una correzione accurata, la Commissione ha, infatti, non soltanto ammesso agli orali un numero di candidati superiore a quello di tutti gli ultimi concorsi (bisogna risalire al concorso indetto nel 2002 per trovarne un numero maggiore), ma, anche e soprattutto, ha selezionato candidati veramente molto preparati. Infatti, il loro livello medio, come emerso agli orali, è, a mio avviso, il più elevato degli ultimi sei concorsi, vale a dire da quando le materie degli orali sono state portate da 13 a 17 con l’aggiunta di diritto commerciale, diritto fallimentare, diritto internazionale privato e ordinamento giudiziario. Non è invece possibile fare un paragone con i candidati dei concorsi ancora precedenti perché quelle quattro materie in più (soprattutto le prime due) che hanno dovuto studiare i candidati degli ultimi sei concorsi fanno decisamente la differenza.
Il secondo aspetto sotto il quale la Commissione Sirena è stata, secondo me, la più brava è quello della capacità di far riprendere e mettere a proprio agio i candidati in crisi per essere andati male in qualche materia o per «blocchi» psicologici o fisici. Un candidato, infatti, può essere bocciato per due ragioni: a) per gravi lacune in più materie; oppure, b) perché la tensione lo attanaglia al punto da non farlo ragionare perfettamente, impedendogli quindi di rendere al meglio delle sue possibilità. Nel primo caso non c’è niente da fare, mentre nel secondo caso sta alla Commissione fare il possibile per attenuare la tensione del candidato ed evitare così di bocciarlo soltanto perché non riesce a dimostrare di essere sufficientemente preparato, pur essendolo. Ed è proprio quello che la Commissione Sirena ha saputo fare in più occasioni, come vado adesso ad esplicitare.
In quest’opera di «recupero psicologico» si sono distinti soprattutto i magistrati, dato che, inevitabilmente ma anche giustamente, tendono a solidarizzare con chi aspira ad entrare a far parte della loro categoria, tanto più che, anni prima, hanno sostenuto anch’essi quell’esame e sanno quindi cosa significa.
Cito a tal proposito anzitutto il Presidente Sirena, persona molto equilibrata, competente e comprensiva. Di lui ricordo come ha aiutato una candidata esaminata ad ottobre che aveva avuto un blocco psicologico improvviso ed inaspettato (considerando che il suo rendimento era stato, fino a quel momento, superiore alla sufficienza) durante l’esame di diritto comunitario. Dopo che la candidata non aveva risposto a ben tre domande rivoltele dall’esaminatrice, facendo la «scena muta» tipica di chi improvvisamente non riesce più a ragionare bene, il Presidente le ha chiesto di parlare di qualunque argomento di diritto comunitario che si ricordasse, al che la candidata si è progressivamente ripresa, riuscendo poi anche a rispondere ad una delle domande precedentemente rivoltele e riproposta dallo stesso Presidente (il rinvio pregiudiziale). Nelle successive materie la candidata, ormai ripresasi definitivamente, è tornata a fornire un rendimento più che sufficiente che le ha consentito di raggiungere la promozione, pur con un’ovvia decurtazione di punti per via dell’esame, comunque insufficiente, di diritto comunitario: nessuno viene mai bocciato per una sola materia, ma è logico che per attribuire la sufficienza in quella materia la Commissione debba sottrarre qualcosa in termini di punteggio complessivo, e quindi la candidata è scesa da un possibile, a mio avviso, 110 o 111 al 108 che le è stato attribuito.
Il Presidente Sirena ha gestito con saggezza anche l’esame di un’altra candidata esaminata ad ottobre, la quale non era andata bene in procedura civile e in diritto tributario. Però, mentre in procedura civile il suo rendimento insufficiente non era dipeso dalle domande dell’esaminatore, nell’altra materia le sue difficoltà erano derivate proprio dalla particolare difficoltà della domanda del professore di diritto tributario, che le aveva chiesto «l’IVA all’importazione». Con una domanda del genere, la candidata non poteva ritenersi insufficiente in diritto tributario, ma, semplicemente, non giudicabile. Ed ecco allora che, molto opportunamente, il Presidente Sirena per ordinamento giudiziario chiedeva alla candidata «la giurisdizione tributaria», esaminandola in tal modo contemporaneamente in ordinamento giudiziario e in diritto tributario. La candidata rispondeva bene, raggiungendo in tal modo la sufficienza nel gruppo pubblicistico (diritto amministrativo – diritto costituzionale – diritto tributario) e restando dunque insufficiente soltanto in procedura civile. E poiché, come sappiamo, nessuno viene bocciato per una sola materia, la candidata veniva promossa con un logico 108.
Infine, l’intervento del Presidente è stato importante anche quando, chiedendo ad una candidata interrogata a giugno, ed entrata in crisi durante l’esame di diritto costituzionale, di parlare dell’articolo 32 della Costituzione, le ha consentito di recuperare psicologicamente e di raggiungere il 108.
Oltre al Presidente Sirena, anche gli altri commissari magistrati hanno mostrato capacità di comprendere quando il candidato non era sufficientemente preparato e quando, invece, non riusciva a rendere al meglio a causa della sua eccessiva tensione nervosa o per altre ragioni. Ricordo un candidato esaminato a maggio che in alcune circostanze, dopo aver riflettuto qualche secondo sulla domanda rivoltagli, puntava il dito verso l’esaminatore e forniva la risposta (peraltro, in tali casi, sempre esatta), e che durante l’esame ha avuto due crisi di pianto tanto improvvise quanto inaspettate — poiché non era andato male in nessuna materia —, conseguendo infine un voto (110) che sarebbe stato probabilmente ben più alto in condizioni psicologiche ottimali. E ricordo una candidata interrogata a giugno che entrava in piena crisi durante l’esame di diritto amministrativo e quello di diritto costituzionale, prima di riprendersi e conseguire comunque 108. E, ancora, tre candidati, esaminati una a luglio, uno a settembre e una ad ottobre, che avevano qualche difficoltà, rispettivamente, in procedura penale, in diritto amministrativo e diritto costituzionale, e in procedura penale, ma si riprendevano bene (soprattutto i primi due), al punto da riportare 112 la prima, 113 il secondo e 109 la terza.
In tutti e cinque gli esami or ora citati, tra gli esaminatori c’era Angela (nomen omen) Tursi, che, sempre sorridente, metteva a proprio agio i candidati con domande a volte semplici, altre volte meno, ma comunque poste sempre chiaramente e, soprattutto, con modalità espressive tali da far riguadagnare ai candidati in crisi la fiducia e, nei limiti del possibile, la serenità. Non è un caso che quei cinque candidati si sono ripresi completamente quando sono stati esaminati da lei. Il Cons. Angela Tursi è anche l’esaminatrice che ha interrogato in più materie: diritto tributario, diritto penale, diritto costituzionale, diritto commerciale, diritto fallimentare e diritto comunitario (la prima materia quasi sempre, le altre meno frequentemente), per un totale di ben sei materie.
Non era invece un problema psicologico, bensì fisico, quello che aveva temporaneamente privato del ben dell’intelletto, durante l’esame di diritto penale, una candidata interrogata a settembre. Con straordinaria prontezza, i Consiglieri Guglielmo Cinque e Nicoletta Guerrero capivano che la défaillance della candidata, il cui esame era iniziato poco dopo le 14.30, era dovuto ad un calo di zuccheri derivante dal poco cibo da lei mangiato per pranzo, e le davano ciascuno una zolletta di zucchero. Quelle zollette di Lourdes sortivano il quasi immediato effetto di far tornare in sé la candidata, che riprendeva a condurre il brillante esame che aveva fatto fino a quel momento: voto 117 (e sarebbe stato 118 o 119 senza quella breve crisi in diritto penale).
Se per una sola materia nessuno viene mai bocciato, diverso è il discorso quando le materie in cui il candidato si dimostra insufficiente sono due: in tal caso egli deve, nelle altre materie, avere un rendimento molto buono, al fine di consentire alla Commissione di dargli 6 nelle due materie in cui è stato insufficiente togliendogli al contempo parecchi punti in quelle in cui è andato bene. È quello che è accaduto ad un candidato esaminato a settembre che, dopo due performances non all’altezza in diritto civile e in procedura civile (probabilmente perché avvocato penalista), forniva un rendimento radicalmente diverso da diritto penale in poi, anche perché aiutato dal consueto atteggiamento rassicurante dei commissari (nella specie, soprattutto i Consiglieri Mariarosa Persico e Lucia Casale). Se le sufficienze in diritto civile e in procedura civile fossero state piene, il candidato avrebbe ottenuto un voto molto più alto di 108, ma così non era stato e quindi il voto non poteva che essere quello.
In altre circostanze hanno fattivamente contribuito a rasserenare l’animo dei candidati in difficoltà anche i Consiglieri Pierdomenico Santolini, Martina Brizzi, Dante Martino, Paolo De Angelis (nonostante che le domande da lui rivolte fossero spesso tutt’altro che facili), Franco Petrolati, Antonio Negro (con le sue divertenti battute) e Gabriele Positano.
Quanto ai professori, meritano una citazione i tre di diritto civile, vale a dire Fernando Greco, Tommaso Vito Russo e Maria Vita De Giorgi. Il ruolo di chi esamina in diritto civile, infatti, è molto importante perché tale materia è la prima, la più vasta e forse la più importante, per cui iniziare bene l’esame con diritto civile può essere decisivo ai fini del suo superamento. In qualche concorso precedente il professore di diritto civile aveva fatto la differenza in negativo con domande particolarmente difficili; questa volta no, soprattutto per quel che riguarda i professori Greco e Russo.
E, last but not least, il mio amico di vecchia data Marco Marianello, avvocato del Foro di Roma, specializzato in diritto civile, diritto commerciale, diritto fallimentare e nel vincere le cause, soprattutto quelle contro le banche e le assicurazioni, il che ne rende l’operato ancor più meritorio. Ha stabilito un primato: è l’avvocato più giovane che abbia mai fatto parte della Commissione esaminatrice di un concorso per magistrato ordinario.
A questo punto si rende necessaria una precisazione: la gentilezza e la cordialità dei commissari non significa che essi fossero «buoni», nel senso che fosse facile essere promossi. Anzi, se raffronto il livello di severità della Commissione Sirena con quello delle cinque Commissioni precedenti (non è invece possibile fare un confronto con le Commissioni ancora precedenti perché, come ho già detto prima, adesso ci sono quattro materie in più), ritengo di poter dire che le Commissioni Finocchi Ghersi, Barbarisi e Carcano furono meno severe della Commissione Sirena, che la Commissione Prestipino fu molto simile ad essa e che soltanto la Commissione Fumo fu più severa.
Quello che segue è l’elenco completo dei componenti di questa Commissione che, per tutto quanto ho scritto sopra, ho definito «splendida» nel titolo del presente articolo:
Magistrati: Pietro Antonio Sirena (Presidente), Massimiliana Battagliese, Martina Brizzi, Lucia Casale, Alessandra Chiavegatti, Guglielmo Cinque, Paolo De Angelis, Susanna De Felice, Patrizio Gattari, Anna Maria Gerli, Nicoletta Guerrero, Giulio Maisano, Dante Martino, Antonio Negro, Elena Neri, Mariarosa Persico, Franco Petrolati, Gabriele Positano, Pierdomenico Santolini, Maria Teresa Saragnano, Angela Tursi.
Professori: Maria Vita De Giorgi, Loredana Giani, Fernando Greco, Agostino Meale, Tommaso Vito Russo.
Avvocati: Francesco D’Ayala Valva, Marco Marianello, Giovanni Previti.
Infine, è doveroso sottolineare anche l’importanza dell’operato dei funzionari e degli impiegati dell’Ufficio Concorsi in Magistratura, quelli cioè che lavorano nelle stanze 49, 51, 53 e 55 (situate di fronte all’aula in cui si svolgono gli orali) e nella stanza 70 del Ministero della Giustizia. Anche il loro contributo lavorativo è stato fondamentale per l’ottima riuscita di questo concorso.
Aggiornamento del 5 dicembre
Il 5 dicembre la Commissione esaminatrice ha formato la graduatoria dei 348 vincitori, nella quale, avendola già predisposta il 3 e il 4 novembre, ha dovuto soltanto inserire la candidata che ancora non era stata esaminata e quella bocciata ma ammessa alla ripetizione del suo esame: entrambe sono state interrogate il 29 novembre e sono risultate idonee; inoltre, il 17 novembre la Commissione aveva provveduto alla ricorrezione, ordinata dal TAR del Lazio, del compito di diritto amministrativo di un candidato, del quale ha invece confermato l’insufficienza.
La Commissione esaminatrice ha dunque in tal modo terminato il suo eccellente lavoro.
Da segnalare infine che i commissari magistrati, pur avendo la facoltà di rientrare in servizio il 6 dicembre, vale a dire il giorno successivo alla formazione della graduatoria, sono invece rientrati il 7 novembre, come era stato originariamente previsto quando ancora si pensava che gli orali sarebbero terminati il 3 novembre e che la graduatoria sarebbe stata formata il 4 novembre: un’ulteriore dimostrazione di serietà e di professionalità.
Federico Brusca